Storie di Miss – Valeria

Ogni donna ha la sua storia, ed ogni storia merita di essere raccontata.

Valeria Verrico, 25 anni, di Roma – laureata in Lettere Antichevaleria

<< Mi hanno sempre detto che ero una bella ragazza “fuori dagli schemi”. Io mi sono sempre chiesta quali fossero tali schemi di cui parlavano le persone. Una mia amica mi ha iscritta a “La Curvy di Miss Italia Keyrà 2016”, perché ho pensato che mi potessero appartenere le caratteristiche delle ragazze curvy. Ho messo da parte la vergogna ed i pregiudizi e mi sono messa in gioco con coraggio perché credo nel messaggio che viene trasmesso da tale apertura del concorso alle ragazze formose, che, secondo me, rispecchiano la fisionomia della maggior parte delle ragazze italiane.

Curvy è sensualità, è un corpo dalle linee morbide, prosperoso nei punti giusti, ma soprattutto in salute. La donna deve essere consapevole delle proprie forme e sentirsi bene ed in armonia con se stessa. Essere curvy significa non vivere in perenne dieta, ma mangiare bene e senza privarsi dei piaceri del cibo. Bisogna però cercare di non confondere tale aggettivo con l’obesità, estremo sbagliato al pari dell’anoressia. Entrambe sono malattie e situazioni da evitare, sebbene il campo della moda abbia aperto le porte, favorendo in tal modo il crearsi di “figure manichini”, a ragazze sempre più magre, le quali, pur di vedersi belle e di farsi accettare, sacrificano la loro salute e felicità. Purtroppo ciò avviene anche in televisione, dove si vedono donne statuarie, e si è spinti in tal modo a considerare come migliore canone estetico la magrezza e l’assenza delle curve.

Il brand Keyrà, offrendo look belli ed eterogenei, dimostra ormai da anni che ogni capo può essere consono e rivestire al meglio le sinuosità di chi lo indossa. Mi piacciono molto i suoi vestiti, ma soprattutto il messaggio che trasmettono coloro che ci lavorano perché hanno il coraggio di sfidare l’opinione comune, anche con eventi appositi, e di far vedere che ogni donna è bella quando sta bene con il proprio corpo.

Sono stata molto felice del fatto che tra tantissime ragazze avessero scelto proprio me, dandomi l’occasione di riscattarmi da anni ed anni di commenti inopportuni da parte di persone superficiali. Se c’è una cosa che ho appreso dall’antichità, il mondo di cui mi sono occupata per cinque anni nei miei studi universitari, è quella di non essere ottusi e di aprire sempre la mente a più prospettive.

Ragazze, gioite e afferrate ogni esperienza e situazione che la vita offre, non privatevi di qualsiasi occasione bella capiti, rimanendo sempre fiere del vostro essere morale e fisico!

L’unico modo di ottenere l’impossibile è pensare che sia possibile. >>

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Valeria Verrico al terzo casting di Curvy Miss Italia a Napoli

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Storie di Miss – Fabiana

Ogni donna ha la sua storia, ed ogni storia merita di essere raccontata.

Fabiana Pastorino, 21 anni, di Genova – Studentessa di Scienze della Formazione Primariafabiana

<< Ho deciso di partecipare a Miss Italia per una rivincita personale, al momento dell’iscrizione avevo bisogno di una carica di autostima.

Il mio problema è sempre stato quello di aver paura di essere giudicata dagli altri, ho sempre temuto i giudizi negativi riguardanti la mia fisicità sempre troppo abbondante nella mia testa e mi sono sempre sentita a disagio a causa di alcuni stereotipi di bellezza.

Per fortuna sono circondata da persone meravigliose come la mia famiglia che mi ha sempre sostenuta in tutto e dato forza e dalle mie amiche che mi fanno ridere e stare bene trasmettendomi positività.

Da quando ho passato le selezioni di Bologna ho sentito tante opinioni, pensieri, giudizi sul termine curvy. Per me curvy è un modo d’essere, ognuno di noi è diverso dall’altro (per fortuna) ed ha la sua fisicità, penso che ogni corpo sia bello se in armonia con le forme.

Amo l’arte, si pensi alla Venere di Botticelli, alla Venere di Milo, alla Venere di Urbino di Raffaello e gli esempi da riportare sarebbero infiniti; tutti questi dipinti e sculture, rappresentano la bellezza di un’epoca che è rimasta immortale ed ai giorni nostri queste donne meravigliose verrebbero definite curvy.

Curvy non è un giustificazione, curvy è un tipo di fisicità, io sono sempre stata così sin da piccola. Amo mangiare sano, amo frutta, verdura, centrifughe e quant’altro, ma ogni tanto mi concedo una mangiata di sushi, un hamburger con le patatine o una buona pizza. Mi piace fare trekking, fare lunghe passeggiate, sfogarmi in palestra 2/3 volte alla settimana, ma non posso esasperare il mio corpo per ciò che non è ne in potenza ne in atto.

Il brand Keyrà è straordinario, risalta la bellezza e l’armonia di tutte le donne e le veste con abiti meravigliosi e soprattutto con taglie reali! Negli abiti Keyrà mi sento unica, speciale e soprattutto a mio agio.

Il mio motto è: “Amarsi, rispettarsi e vivere in pace con se stessi, solo così si potrà vivere in armonia con gli altri”.

Donne, amiamoci e vogliamoci bene per ciò che siamo, miglioriamoci fin dove possiamo e riusciamo, puntiamo sempre al massimo ma nel rispetto di noi stesse. >>

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Fabiana Pastorino al primo casting di Curvy Miss Italia nello showroom Keyrà al Centergross (BO)

Storie di Miss – Adele

Ogni donna ha la sua storia, ed ogni storia merita di essere raccontata.

Adele Bava, 22 anni, di San Venanzio di Galliera (BO) – Studentessa di Giurisprudenzaadele

<< Il mio sogno è quello di diventare un magistrato, tuttavia la carriera in ambito giuridico non è la mia unica aspirazione.

L’idea di poter far parte del mondo dello spettacolo o della moda mi ha sempre stuzzicata. Purtroppo mi sono sempre sentita frenata nell’intraprendere questa strada a causa del mio corpo, non propriamente filiforme come quello delle modelle sulle copertine patinate delle riviste. Non vedevo alcuna speranza per ragazze come me.

Molte volte mi sono detta di essere capitata nell’epoca sbagliata, forse sarei dovuta nascere in un’epoca in cui le donne formose, prorompenti e curvy erano ritratte come emblema della bellezza femminile, così opere come La Nascita di Venere di Botticelli o La venere di Urbino di Tiziano sono diventate dei punti di riferimento e, in un certo senso, di consolazione per inculcare dentro di me il pensiero che la bellezza non per forza è sinonimo di magrezza. Le curve sinuose del corpo delle donne non devono essere viste come una colpa.

Il casting di Miss Italia Curvy è stato per me uno spiraglio di luce per poter cercare di realizzare uno dei miei desideri. Non posso nascondere che fin da bambina guardavo il concorso con ammirazione e stupore, pensando un giorno di potervi prendere parte, cosa che non mi sarebbe mai stata possibile se non grazie a questa meravigliosa categoria, della quale mi sento profondamente onorata di appartenere. Questa opportunità è stata una sfida con me stessa e un modo per sentirmi più apprezzata, soprattutto da me, che continuavo ad auto-discriminarmi.

Spesso mi sono chiesta cosa significhi per me il termine “curvy”, la conclusione a cui arrivo è sempre una: essere fiere di se stesse qualunque sia la forma del proprio corpo, amarsi continuamente, prendersi cura della propria fisicità senza deformare ciò che si è, ma rispettarsi, poiché noi donne non siamo tutte uguali, ma ognuna rappresenta una bellezza unica, che non è di certo il numero della taglia di un abito.

Fortunatamente esistono brand come Keyrà che ha fatto ciò di cui tutte noi donne abbiamo bisogno, ovvero ci ha comprese e capite, producendo dei vestiti che abbracciano la nostra “morbida abbondanza”.

La mia taglia oscilla tra la 44 e la 46, trovare indumenti che mi stiano bene non è un’impresa facile, oserei affermare che molti brand non esaltano per nulla le forme, ma bensì le mortificano. Ogni volta che ho intenzione di fare shopping, cerco di prepararmi psicologicamente: non sono sbagliata io, ma il concetto che tutte, donne e ragazze, possano essere paragonate ad un unico standard della taglia 38/40.

Non bisogna mai smettere di volersi bene ed essere i primi amanti di se stessi; spero di riuscire a dimostrare ciò anche ad altre in modo che, nel mio piccolo, possa essere una sorta di esempio. >>

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Adele Bava al primo casting di Curvy Miss Italia nello showroom Keyrà al Centergross (BO)

Storie di Miss – Cristina

Ogni donna ha la sua storia, ed ogni storia merita di essere raccontata.

Cristina Baiocco, 20 anni, di Roma – Studentessa cristina

<< Non ero del tutto convinta di partecipare a Miss Italia, però poi mi sono detta: “Perché non mettere da parte tutte le critiche, le insicurezze, i miei chili di troppo e provare a mettermi in gioco?”

Devo dire che ne è valsa veramente la pena, mai mi sarei aspettata un risultato del genere. Un’esperienza bellissima che rifarei altre mille volte, ma soprattutto una rivincita personale. Nel mio periodo adolescenziale (11-17 anni) ero spesso molto infelice per il mio aspetto che non rispecchiava ciò che desideravo, procurandomi rabbia e tristezza.

Essere Curvy è un modo di essere, un’aspetto che può essere amato e valorizzato ed anzi ha molto per cui essere rivalutato! Curvy per me è salute, bellezza, armonia ed equilibrio. È un termine dolce e giusto per tutte le ragazze che come me non ricercano l’estrema magrezza.

Purtroppo però ancora oggi nel mondo dello spettacolo e della moda questo modello di donna non viene accettato con facilità, ma proprio grazie ad alcuni brand, come Keyrà, che si sta riscoprendo un modello di donna risalente a una bellezza del passato come quella di Marilyn Monroe, grazie al quale ora molte donne riescono ad accettare il proprio corpo così com’è.

Mi ripeto sempre: “La magrezza non è perfezione. Le curve morbide e sinuose sono sinonimo di femminilità” >>

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Cristina Baiocco (a destra) al secondo casting per Miss Italia Curvy a Roma

Storie di Miss – Melanie

Ogni donna ha la sua storia, ed ogni storia merita di essere raccontata.

Melanie Fischnaller, 21 anni di Bressanone (BZ) – Studentessamelanie

<< Ho deciso di partecipare a Miss Italia Curvy perché volevo dimostrare che anche una donna formosa può essere bella. Da due anni lavoro spesso come modella e tante volte mi sono venuti grossi dubbi sul mio corpo.

Sin da piccola ho sempre praticato tanto sport e ho avuto un’alimentazione sana tuttavia non ho mai portato una taglia 40. Questo nel mondo della moda è sempre stato un problema perché finora ci sono stati soltanto due estremi. Ogni tanto mi sentivo esclusa, perché non appartenevo ne alla zero size né alla over size.

Essendo stata influenzata dai media e dal mondo dello spettacolo volevo perdere peso a tutti i costi. Poi, però, ho visto alcune mie amiche soffrire di anoressia. Il mondo di queste persone gira soltanto attorno al peso e spesso perdono il contatto con la realtà; è una forma di autodistruzione dalla quale è molto difficile uscire. Quando ho visto le condizioni di vita di queste ragazze mi si sono aperti gli occhi.

Ho deciso di essere me stessa, anche con qualche chilo in più e di essere grata per ciò che ho nella vita. Proprio questo per me è il concetto curvy: una donna che è in armonia col proprio corpo e che riesce a trasmettere questo alle altre persone. Mi sento molto vicina a questo concetto, perché credo che la bellezza e il fascino consistano in un carattere forte e in un corpo ben proporzionato a prescindere dalla taglia. Ho iniziato ad amare il mio corpo e a non dovermi più nascondere.

Un mio grande idolo è Kate Upton e una sua frase mi è rimasta molto impressa nella mente: “Non voglio soffrire di fame soltanto per essere magra. Voglio godermi la vita e non posso se non mangio e se non sono felice.”

Brand come Keyrà accettano la donna reale con qualche sua imperfezione e non la spingono a doversi sentire a disagio col proprio corpo perché non è come le modelle sulle riviste. Ti danno fiducia e autostima, e ti permettono alle donne di essere semplicemente donne vere.

La cosa più importante è imparare ad apprezzare se stesse con tutti i propri difetti. Soltanto quando la smetteremo di voler essere qualcun altro riusciremo a porre fine al fenomeno dell’anoressia. >>

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Melanie Fischnaller, a destra, al primo casting di Curvy Miss Italia nello showroom Keyrà al Centergross (BO)

Storie di Miss – Giovanna

Ogni donna ha la sua storia, ed ogni storia merita di essere raccontata.

Giovanna Di Guida, 23 anni, di Napoli – Studentessa di linguegiovanna

<< Sono ancora incredula che proprio io, una timida ragazza come me, abbia trovato il coraggio di mettersi in gioco. E addirittura passare i primi casting! Miss Italia Curvy è stato, per me, una conferma di quanto ora io ami il mio corpo e mi senta bene in esso. Ma non è stato sempre così.

Durante tutta la mia adolescenza la mia autostima era al minimo. Ho passato anni a nascondermi ed a vestirmi troppo; non mi sono mai concessa un solo paio di scarpe col tacco per evitare di sentirmi negativamente al centro dell’attenzione e per non essere presa di mira da chi mi chiamava gigante buono o da chi mi diceva: Hai un bel viso, ma magari qualche chiletto in meno….

Giorni, mesi, anni, una vita in lotta continua con la bilancia: dimagrire, ingrassare, dimagrire, ingrassare. Tutto questo faceva aumentare le smagliature tanto quanto diminuiva la già poca fiducia in me stessa.

Devo dire che nel percorso di “accettazione” del mio corpo, le mie muse ispiratrici , oltre alla bellissima Elisa D’Ospina, sono state le modelle curvy americane come Candice Huffine e Ashley Graham. Mi sono chiesta come mai loro erano fiere del loro corpo mentre io lo odiavo, e mi sono documentata. Leggendo tanti articoli ed ascoltando tante interviste stava crescendo una consapevolezza in me e stavo imparando a piacermi. Ritengo che curvy significhi proprio questo: sentirsi bene nel proprio corpo anche con qualche chilo in più. Pian piano il mondo della moda si sta aprendo a tutte taglie pensando anche alle ragazze giovani, su questo Keyrà lavora alla grande. Finalmente mi sento a mio agio a richiedere una taglia 48 e so che veste davvero come tale.

Mi sento curvy e sono felice! >>

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Giovanna Di Guida, al centro, al terzo casting di Curvy Miss Italia a Napoli.

Storie di Miss – Miriam

Ogni donna ha la sua storia, ed ogni storia merita di essere raccontata.

Miriam Rigione, 22 anni, di Napoli – Studentessa all’Accademia di cantomiriam

<< Sono collegata all’account di posta elettronica per inviare il curriculum, quando in basso a destra leggo: “Invia la tua candidatura per Miss Italia” e penso “Io a Miss Italia? Ahah, sì certo!”. Ogni anno si guarda Miss Italia e si vedono ragazze bellissime con un fisico da copertina, il che spesso per chi come me è una 44/46 è un po’ scoraggiante. Per gioco inviai la candidatura, pensando che mai avrei ricevuto risposta. Dopo qualche settimana mi ricollego e leggo: “Miss Italia, attendiamo la sua conferma di partecipazione”. La MIA conferma? Con un’espressione del tipo questo è uno scherzo corro da mia mamma e dal mio migliore amico e racconto tutto. Non so cosa fare pensando al mio corpo ed a quelle miss da copertina. Lui mi dice: “Cioè, chiedono la tua adesione per Miss Italia e tu stai ancora li a pensare?”. Ha ragione, è il momento, mi butto!

Finalmente la mia occasione di mettermi in gioco, e mostrare a tutti cosa significa per me essere curvy: un mix di tanti sinonimi come passionalità, sensualità, donna, e mamma. Questa sarà un’opportunità per raccontare la mia storia, segnata da difficoltà e piccole rivincite.

Ho vissuto un periodo abbastanza buio della mia vita, anche se forse non me ne rendevo conto. Era un periodo in cui pesavo tanti chili e la gelosia ossessiva e morbosa di chi avevo al mio fianco stava diventando molto influente sul mio fisico e sulla mia mente. Più questa aumentava e più io cercavo di non attirare attenzioni su di me. Il mio modo di vestire stava cambiando e iniziavo a perdere me stessa, concentrando tutto le mie ansie sul cibo cattivo. Ogni bel momento si tramutava in una tortura; ad esempio, trovare un abito che mi andasse bene da indossare al mio primo concorso canoro nazionale sembrava impossibile. Non avevo intenzione di parlarne con i miei, non perché non avessi con loro un ottimo rapporto, ma perché ero convinta di riuscire a farcela da sola, cosa che poi non è mai avvenuta.

Dopo tanto tempo, tanti accaduti e tanti ostacoli, grazie anche alla mia famiglia, ne sono uscita fuori. Così è iniziato il mio percorso di vita, ho ricominciato ad amarmi, a fare qualcosa per me. Oggi sono io con il mio sorriso e la mia 44.

Siete donne, siete forti e siete belle. Tutto parte dai vostri occhi, dalla vostra volontà e caparbietà.

Credi sempre in tutto ciò che fai, ma non solo…mettici l’anima! >>

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